Papaya OGM, un problema scottante che fa discutere tra pro e contro

La papaya OGM, si sperimenta alle Hawaii per risolvere il problema della carenze nutrizionali e della malattia virale che colpisce le piantagioni


La papaya OGM, acronimo di organismi genticamente modificati, come per tutti i prodotti transgenici è un problema scottante che accende discussioni e coinvolge tutte le Nazioni tra chi è rpo e chicontro il loror uso e la loror coltivazione. .

È sempre necessario avere dei prodotti OGM?


Perché non sono tutti d’accordo sugli OGM?

La papaya non è immune da queste discussioni. La Papaya è prevalentemente prodotta e consumata nei paesi in via di sviluppo. L’alto contenuto di vitamina C, carotenoidi e pro-vitamina A, ne fanno un alimento prezioso anche per l’assorbimento del ferro. Così, aiuta ad alleviare le carenze di micronutrienti (ferro, vitamina A e iodio), che affliggono le persone denutrite nel mondo.

Una porzione di 100 g di papaia matura fornisce il 133% della razione giornaliera raccomandata di vitamina C per un adulto e il 33% della dose giornaliera raccomandata di vitamina A (Duxbury, 2003).

La Papaya è consumata prevalentemente come frutta fresca, in insalata e come verdura cotta.

Anche se prodotta su scala commerciale in molti paesi in via di sviluppo, la papaya è anche una coltura di sussistenza, perché è facile da coltivare, produce frutti entro il primo anno dopo la semina, e richiede pochissimo lavoro. La papaya è considerata una coltura minore, ma è una grande risorsa per la dieta nei paesi tropicali.

Sfortunatamente, nella maggior parte dei paesi, la papaya soffre di una malattia parassitaria chiamata PRSV che ne limita la sua produttività (Gonsalves et al., 2007). Per alcuni ricercatori questa è stata la ragione per sperimentare la produzione di una papaya OGM.

La varietà modificata è virus-resistente ed è stata prodotta per il Brasile, Giamaica, Venezuela, Thailandia, Cina e Filippine. Eppure, in nessun luogo al di fuori delle Hawaii, i produttori o i consumatori hanno usato queste piante. In uno studio Gonsalves e i suoi colleghi (2007) hanno evidenziato che molte sfide che devono affrontare i paesi in via di sviluppo per la coltivazione e l'uso della papaya OGM sono state superate nelle Hawaii, dove sono state sperimentate le colture di papaya OGM. Gli autori sostengono che questa tecnologia è particolarmente adatta per gli agricoltori a basso reddito. La papaya OGM non richiede cambiamenti nelle pratiche di coltivazione o grandi investimenti di capitale, non altera i costi di produzione, e l'accesso alla proprietà intellettuale è già in fase di negoziazione in diversi paesi in maniera filantropica (Gonsalves et al., 2007).

Se quella della papaya è una coltura transgenica così promettente, perché non viene coltivata?

Anche se le ragioni variano in una certa misura da paese a paese, i temi di spicco emergono a livello globale.

Le organizzazioni anti-OGM agiscono in modo forte contro la diffusione di queste colture, tra questa spicca l'impegno instancabile di Greenpeace. Le criticità sono molte perché in molti paesi in via di sviluppo non si hanno ancora leggi sulla biosicurezza e troppo spesso mancano le infrastrutture e la formazione per effettuare le prove di regolamentazione necessaria prima della commercializzazione. La Paura di biopirateria da soggetti esteri è direttamente legata alle preoccupazioni sulla proprietà intellettuale, perché coinvolge le nazioni più ricche. Infine, i mercati di molti paesi dipendono dalle esigenze politiche e dei consumatori dei paesi importatori. Tutti questi aspetti e le criticità di una eventuale diffusione della coltivazione di papaya Ogm, è stato evidente in Tailandia, che per molti aspetti è diventato il focolaio per la polemica sulla papaya PRSV-resistente.
La biotecnologia agricola in generale è sempre sotto il mirino, giustamente, perchè sapere cosa si mangia è fondamentale per la prevenzione di malattie.

La papaya OGM suscita molte inquietudini, ma la Papaya biologica potrebbe essere la risposta.

La Papaya è tra i frutti con la minor quantità di residui di pesticidi, così quando la papaya biologica non è disponibile, anche quella coltivata in modo tradizionale non presenta grossi rischi di contaminazioni. I residui chimici si devono eliminare lavando in modo accurato frutta e verdura per eliminare alcune delle sostanze chimiche, come ad esempio i fertilizzanti artificiali. Mangiare biologico è l'unico modo per sapere che si mangiano alimenti non trattati con sostanze chimiche. Paesi dove la papaya era un frutto esotico raro, oggi non lo è più perché è reperibile in ogni angolo del globo. In questo caso si tratta di prodotti trattati per la conservazione e il trasporto. La cosa migliore è comunque magiare la papaya nei paesi di origine fresca, mentre la papaya disidratata da coltivazioni bio potrebbe essere la soluzione per il consumo più sicuro. 

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